Recensione di Simona Muzzica dell’ultimo libro di Elena Ferrante “LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI”

di Cloe

 

LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI

Recensione di Simona Muzzica

Tutto inizia con una frase. Un paragone che ferisce Giovanna nel profondo, in un’età in cui ogni parola può far male come un macigno. “Sta facendo la faccia di Vittoria” dice il padre, pensando di non essere sentito dalla figlia. In un momento di cambiamento, Giovanna sta diventando estranea all’idea che di lei i genitori si sono costruiti, e così il padre si lascia andare a questa constatazione. Vittoria è la zia di Giovanna, una specie di Innominabile partenopea, che incarna un modo di vivere da cui la famiglia cerca di allontanarsi.

Il padre e la madre di Giovanna fanno dei libri, della cultura, delle riflessioni politiche il sapone con cui si lavano via il rione, l’ignoranza, le chiacchiere di ballatoio. Ma ci sono cose che il più forte dei detergenti non può lavare via: quella polvere che, anche se la spingi sotto il tappeto, forma una montagnetta su cui poi inciampi, e così le bugie, i tradimenti, le cattiverie vengono svelate e mostrano che in fondo, gli adulti non sono poi così diversi da quei bambini a cui intimano di non dire bugie. Anche i grandi mentono, non si picchiano con le mani, ma si feriscono con le azioni e Giovanna lotta, pagina dopo pagina, per non essere come Vittoria, come i suoi genitori, come le sue vecchie amiche d’infanzia, come i nuovi conoscenti. Come se stessa, per come si è conosciuta e per come si sta conoscendo.

Imprigionata. È così che ti senti. Le parole della Ferrante non si limitano a catturare la tua attenzione, ti imprigionano. Non importa se tu abbia tempo o meno, se la storia ti piaccia o non ti piaccia: devi leggere. Anche in questo romanzo incontriamo personaggi dai caratteri contraddittori, non a caso ancora una volta abbiamo a che fare con l’adolescenza e la fatica di crescere. Come ne ‘L’amica geniale” il finale potrebbe lasciare uno spiraglio ad un eventuale seguito.

Siamo a Napoli, la vita della giovane Giovanna viene stravolta da una semplice frase detta dall’adorato padre. Da quel momento un vortice di emozioni contrastanti, a tratti tenere e spesso feroci, accompagna la ragazzina che si ritrova divisa tra la ‘Napoli di su”, fatta di dibattiti culturali e apparenze, e la ‘Napoli di giù’, fatta di prepotente passione e violenza.

In verità non saprei dire se mi è piaciuto o meno, ma come sempre – quando finisco un libro della Ferrante – mi ritrovo a dire: ‘Ah! A saper scrivere così.’

Elena Ferrante

Autrice dell’Amore molesto, da cui Mario Martone ha tratto il film omonimo. Dal romanzo successivo, I giorni dell’abbandono, è stata realizzata la pellicola di Roberto Faenza. Nel volume La frantumaglia racconta la sua esperienza di scrittrice. Nel 2006 le Edizioni E/O hanno pubblicato il romanzo La figlia oscura, da cui verrà tratto un film diretto da Maggie Gyllenhaal e con protagonista Olivia Colman, nel 2007 il racconto per bambini La spiaggia di notte illustrato da Mara Cerri e nel 2011 il primo capitolo dell’Amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo, Storia del nuovo cognome, nel 2013 dal terzo, Storia di chi fugge e di chi resta e nel 2014 dal quarto e ultimo, Storia della bambina perduta, finalista al Man Booker International Prize 2016. Nell’autunno del 2018 è andata in onda, in Italia su Rai 1 e Timvision e negli Stati Uniti su HBO, la prima stagione della serie tratta dal romanzo L’amica geniale, con la regia di Saverio Costanzo. Nel 2019 le Edizioni E/O hanno pubblicato L’invenzione occasionale, che raccoglie i testi pubblicati originariamente in inglese sul Guardian nella traduzione di Ann Goldstein nel corso del 2018, e il romanzo La vita bugiarda degli adulti.

Simona Muzzica

 

 

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