Luigi Giudice torna in libreria con “Il cammino delle trentuno pietre” edito da Antipodes

di Cloe
Luigi Giudice

 

  • Autore: Luigi Giudice
  • Genere: Poesia
  • Data pubblicazione: Novembre 2020

 

IL CAMMINO DELLE TRENTUNO PIETRE

 

Trentuno poesie che condensano un percorso di crescita, fra alti e bassi, cadute e riprese, un sentiero tracciato da trentuno poesie che come pietre sono stabili solo se ben piantate nel terreno, da calpestare per poter andare avanti.

 

E’ una frase di Vladimir Majakovsij a riempire la prima pagina bianca di questo libro, piazzata lì tutt’altro che a caso. L’aforisma del poeta folle, eccentrico e avanguardista, apre le danze di quello che sarà un connubio perfetto tra biografia dell’autore e poesia che ricorda per l’appunto il look artistico dello scrittore sovietico che Luigi Giudice omaggia nel preludio.

Luigi Giudice si era già affacciato alla finestra dell’editoria nel 2011 con “Fra le tue preghiere”, una raccolta di versi lievi, delicati, come appartenenti a terre lontane. In questa opera nuova, lo scrittore pugliese si ripropone con uno stile più incisivo, risultato di un percorso interiore di anni in cui ha maturato una consapevolezza stilistica maggiore.

Abbandonato lo stile nerudiano degli inizi, caratterizzato da sobrietà verbale, approccia a questo nuovo lavoro con una penna dal tratto notevolmente più marcato, segno dell’ingresso in un inedito capitolo della sua vita artistica e umana.

Stavolta non serve chiamare in causa l’immaginazione per interpretare la realtà: tocchiamo tutto, vediamo tutto, poche metafore deliziose, poco ‘bello’, poiché un percorso impervio alla ricerca della verità costringe inevitabilmente al sacrificio, alla rinuncia, alla salita emotiva. Le domande che Luigi Giudice porge a se stesso tra le righe, sono le mie domande, sono i quesiti del lettore e a rispondere ci pensa, come sempre, madre vita, per ognuno la sua e poi il tempo, quello che resta o quello ch’è andato.

 

 

La malinconica dolcezza degli esordi ha lasciato posto a un mood senza indugi che assimila le sembianze della nuova pelle dell’autore, riflette un modernismo semplice – non semplicistico – che lo pone in contatto col suo simile, con la sua stagione, il suo spazio reale in cui si materializzano l’erotismo, il genetico, il genitale. La controprova che si tratti di versi di ispirazione autobiografica è data dall’assenza del titolo in cinque poesie, ‘semplicemente’ numerate: che sia un segnale in codice?Forse un momento particolare del percorso dell’autore? Escluderei di confusione. Resto curiosa.

Il cammino delle trentuno pietre è una silloge che si presenta in versi poco timidi, costanti, crescenti; rappresenta il percorso di un uomo che deve raggiungere la riva opposta, la sponda della crescita, ‘l’altrove’, ma stavolta non c’è un Caronte dantesco traghettatore di anime a far da mezzo: ci sono trentuno pietre e ognuna ha una sua forma, una sua storia, un significato, ma soltanto messe una dopo l’altra possono creare l’equilibrio necessario ad attraversare il crinale dell’esistenza.

L’autore cade, perde l’equilibrio, si rialza come accade a chiunque, ogni giorno, dal momento in cui apriamo gli occhi e riprendiamo il nostro cammino su questa terra, quell’itinerario quotidiano che conosce alti e bassi, che ne affida ora alle pietre la solidità, la stabilità, il restare “a terra” piantati a terra per avere una mente pratica e razionale per nulla sognatrice. Non v’è traccia di disillusione, ma chiara presa di coscienza. Mi viene in mente proprio adesso che si usa spesso l’espressione ‘ha il cuore di pietra’ per identificare chi ha difficoltà a lasciarsi andare e a donarsi senza riserve. Le pietre sono il simbolo della gravità intesa come forza attrattiva verso il centro della terra e, per questo, anche verso il nostro centro interiore.

 

Pietre sul cammino?

Le custodisco tutte.

Un giorno ci costruirò un castello.

 

Ecco, Giudice mi ha fatto venire voglia di citare Fernando Pessoa.

Luigi Giudice vuole essere un poeta che abbraccia nella sua opera emozione e razionalità, senza risparmiarsi e senza sconti alla terminologia adottata entrando a far parte, a ragion veduta, nella sfera della lirica intimista. Poca punteggiatura, quanto basta, nessuna distrazione.

Allusioni? Tante. Ripetizioni? Sì, al limite dell’ossessivo, ma in maniera volutamente strategica.

Riorna il poeta, nulla assoluto, nascosto, vivace, nell’ombra ma illuminato. Lo si ascolta, lo si legge, senza quasi avvertirne la provenienza, il pulpito, la visuale, la presenza, delicato e crudo, scissione impossibile. Un sobrio ed ispirato testimone, senza pelle, presente ma sconosciuto.

Ritornano le mani, a stringere ricordi, fredde, senza profumo, bramate e non ricambiate. Torna la notte, torna la terra, il ‘porto sicuro’ di Leuca, borgo antico di storie e leggende dove si baciano Adriatico e Ionio (che sia nata proprio lì l’ispirazione dell’autore?).

 

Restano il corpo, la passione, come canale carnale alla volta di un paradiso spirituale.

 

 

Estratto

 

 

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LUIGI GIUDICE

 

 

Nato a San Giovanni Rotondo (FG) nel 1985 attualmente insegna Storia e Letteratura Italiana nelle scuole secondarie di secondo grado.

Dopo aver vinto vari concorsi di poesia, ha pubblicato una prima raccolta di poesie nel 2011 intitolata “Fra le tue preghiere” presso la Casa Editrice Ed Insieme, e nel 2016 è stato inserito nella raccolta collettiva “Viaggi di Versi” della rivista “Poeti e Poesia” diretta da Elio Pecora.

 

 

 

AUTORE COPERTINA

Qualche giorno fa è stato pubblicato un libro di quelli scritti bene, fatto di ritmo e di parole così sincere da lasciarti con una sensazione di lieve vertigine.
Il libro si chiama “Il cammino delle trentuno pietre”. Io ho avuto il piacere di curare l’illustrazione di copertina

Alessandro Matteo

 

 

AUTRICE PREFAZIONE

 

Con estremo piacere, annuncio l’uscita del nuovo libro di poesie del mio amico Luigi Giudice, del quale ho redatto, con entusiasmo, la prefazione: un grande onore averlo letto in anteprima e avere, nel mio piccolo, contribuito

Anna Lucia Rapanà

 

 

 

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Indipendente, giovane, attenta all’evoluzione tecnologica e alla sostenibilità, Antipodes è una Casa Editrice palermitana che propone un catalogo ricco e diversificato.

Sport, narrativa, scienze, archeologia e diari di viaggio sono alcune delle collane che caratterizzano una produzione realizzata ponendo in primo piano la valorizzazione delle opere in stretta collaborazione con gli autori.

Ampiamente presente sul web, Antipodes organizza concorsi di scrittura per dare spazio a validi esordienti.

 

 

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IL CAMMINO DELLE TRENTUNO PIETRE è stato recensito da Cloe Marcian

www.cloemarcian.com

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