Recensione del romanzo di Marco Arcangeli “ISOLATO”

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Marco Arcangeli

MARCO ARCANGELI RACCONTA UNA STORIA DI ORGOGLIO E DI RISCATTO CHE COMMUOVE

“Ormai mi aveva domato, ero stato sconfitto ma non umiliato”

 

AUTORE: Marco Arcangeli
EDITORE: PAV Edizioni
PUBBLICAZIONE: Giugno 2020

TRAMA: Isolato è un mulo testardo. Come tutti i muli, del resto. Orfano dalla nascita, la solitudine è l’unica figura che l’accompagna fino a quando non conosce il padrone, un uomo dal “buffo cappello in testa da cui spiccava una piuma marrone bella dritta”. Assieme, affiorano in lui tutti quei sentimenti negati dal fato e, in breve tempo, diventa l’unica vera persona su cui poter contare. Scoprendo il calore della fiducia, però, si rende conto anche di quanto sia facile perderla. E in quel momento, di nuovo solo, decide di reagire. Durante il suo percorso, tra alti e bassi, si imbatte in un ragazzino, a prima vista molto diverso dal padrone. Ma sarà poi davvero così?

 

 

11 Giugno 2020, ma solo sul calendario, perché le prime pagine di questo libro ci rapiscono e tele-trasportano immediatamente in un Marzo mite del 1941, teatro della II Guerra mondiale. Marco Arcangeli salta i convenevoli e ci fa capire subito dove ci troviamo e con chi: un mulo irrompe sulla scena con una frase piuttosto intima e spiazzante, qualificandosi narratore delle proprie vicende, dall’inizio alla fine, concedendo solo piccoli spazi al super narratore.

No, non fatevi ingannare dal titolo: questa storia non riguarda il breve periodo storico generale legato alla pandemia che ci ha costretti nelle nostre abitazioni, ma ha a che fare con un tormento personale più lungo. Lungo tutta una vita.

Centocinquanta pagine che scorrono veloci e custodiscono la profonda interiorità di un mulo apparentemente ingenuo.

 

E’ proprio grazie a questa sorta di innocenza che il protagonista a quattro zampe ci da l’opportunità di riflettere su quegli aspetti del genere umano cui ci siamo maledettamente abituati troppo presto: Isolato (questo il suo nome) si stupisce ancora dinnanzi alla cattiveria degli uomini, alla brutalità dei soldati, alla facilità dei colpi sferrati capaci di uccidere freddamente e ne racconta il sentimento di ingiustizia che scaturisce. Un’anima di cristallo dentro un corpo robusto. Un punto di vista diverso da cui possiamo guardare il mondo come per la prima volta, scevri dai filtri dell’assuefazione provocata dalla quotidianità.

Un contrasto interessante che risulta nuovo e rende il soggetto originale. Riusciamo ad immaginare tutto: i campi teatri di guerra e gli assalti dei fascisti, i sentieri tortuosi che il protagonista percorre, i capannoni, le stalle. Frequente è l’utilizzo della tecnica del climax (in questo caso ascendente) che ci tiene col fiato sospeso fino a quando non torna la quiete. La calma torna sempre dopo i concitati momenti di azione e pathos e, quando il mulo trova finalmente la pace al calar del sole adagiandosi a terra dopo ogni giornata di fatica psicofisica, la troviamo anche noi, con lui.

Fin da subito c’è il rischio di affezionarsi a questa figura per la sua trasparenza. L’animale viene presentato nei dialoghi tra stallieri come un mulo totalmente solo e ci costringe, tra le righe, a riflettere immediatamente sulla condizione di solitudine che, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo provato. 

È sempre stato solo, senza padre né madre, non c’era nessuno che badasse a lui, a parte me, naturalmente, e anche con gli altri animali della stalla non ha mai instaurato un gran rapporto, per questo l’ho chiamato Isolato

 

Ma proprio quando pensiamo di essere emarginati e soli, c’è sempre la vita stessa a tenderci la mano e ad assegnarci un posto nel  mondo. Isolato non è figlio di nessuno se non della sua dignità e, quando lo capiamo, qualche pagina rischia di essere sgualcita da una lacrima che cala inaspettata.

Tiriamo un sospiro di sollievo quando il mulo viene preso a cuore da un alpino, un uomo vestito di verde con un buffo cappello in testa da cui spicca una piuma marrone dritta e siamo con lui quando la sua ritrosia iniziale lascia il posto ad una tenera fiducia verso il ‘padrone’; e ancora siamo con lui anche quando, instancabile e coraggioso, percorre insieme all’alpino sentieri impervi, condividendone silenziosamente fatiche e rischi.

Il legame tra muli e artiglieri alpini, durante il periodo di guerra, è cosa nota e Isolato non tarda ad affezionarsi al suo padrone.

 

Ma le sorprese erano destinate a non finire qui (Cap XII)

 

Il destino però è avverso e l’eroe a quattro zampe cade successivamente nel dolore, tanto da cercare anche la morte in un attimo di sconforto. Si torna indietro, a quella sensazione iniziale di tenerezza verso l’animale e stavolta nasce anche un sentimento di impotenza che fa quasi venire voglia di adottarlo o semplicemente di accarezzarlo.

La scoperta che la fiducia sia una sensazione che può durare poco ed è difficile da rinnovare, ci riporta istintivamente alle nostre relazioni nelle quali abbiamo avuto difficoltà a lasciarci andare per paura di essere traditi; allora passiamo in rassegna il passato proprio come fa Isolato, talvolta riscoprendo l’anima leggera, capace di volteggiare alta e fiera, altre volte cadendo nel baratro della vergogna e della solitudine.

La solitudine crea persone d’ingegno o idioti”

e, contrariamente a quanto si dica dei muli, Isolato trae beneficio dai suoi momenti di buio e arriva persino ad ingegnarsi per trovare soluzioni nelle difficoltà e a superare la paura che lo aveva sempre immobilizzato.

 

Gli alti e bassi, di cui la vita si colora, in quest’avventura si alternano in maniera equilibrata in sentimenti di rinnovata fiducia e di delusione per l’essere umano. L’ingenuità del mulo diventa ben presto iper sensibilità nel riconoscere il pericolo e la buona fede dei personaggi che incontra lungo il cammino, come un ‘richiamo di aiuto in un mare di sofferenza e disperazione che la guerra porta con sé’ ed è disposto persino a rischiare la vita pur di proteggere gli animi buoni.

Fu in questo modo che riaffiorò in me il piacere di poter contare su qualcuno e, questa volta, provai io un sentimento di vergogna per quanto ci fosse voluto (Pag. 119)

Per il mulo le questioni degli umani diventano una parte centrale della tela della sua esistenza cui desidera andare a fondo, anche solo per ‘lenire un po’ la pungente disperazione’ in cui spesso cade a causa degli eventi.

La solitudine di cui racconta Arcangeli esiste e non esiste, perché due solitudini che si incontrano, si annullano e nasce la speranza e per quanto qualcuno ci possa far male fino ad ucciderci, niente può spegnere l’anima e può impedire di cancellare i ricordi che ci donano la pace eterna. Di questo siamo gli unici padroni. Questo ci rende veramente liberi nella vita segreta che scorre parallela a quella visibile.

 

 

La scrittura di Marco Arcangeli è delicata quanto chiara: spesso si serve della metafora per descrivere gli stati d’animo e lo fa ogni volta con un linguaggio semplice e accessibile a tutti, perché la paura e l’amore appartengono a tutti. Come anche l’odio e la cattiveria: il ‘bastone’ ed il ‘mezzo bastone’ sono simboli ricorrenti e restano impressi nella mente. Viene da chiedersi quanto ci sia di autobiografico in questo racconto, ma non è importante e non ci è dato saperlo; resta oscura anche la dedica che egli rivolge ad una C., ma non per sempre: bisogna arrivare alla fine del viaggio per scoprirlo.

Questo libro è tante cose e tutte forti, tutte quante. Ci mette dinnanzi alla nostra vita e, anche per me che leggo e scrivo da sempre e quasi nulla mi sorprende più, è stata una carezza che ha toccato corde dell’anima. Grazie Marco.

 

Cloe Marcian

recensioni – promozione libri – diffusione social – marketing

 

L’AUTORE

Marco Arcangeli è nato il 12 Maggio del 1988 fa a Torino dove si è laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni. Vive a Parma e attualmente lavora per la Sinthera Srl con sede a Reggio Emilia, dove svolge progetti e supporto ai clienti in ambiente Cloud e Automation. E’ una persona molto attiva, appassionata al mondo dell’IT e di tutto quello che riguarda il vasto mondo di Linux.

Tra le sue varie attitudini è sempre stata presente quella per la scrittura che si concretizza nell’uscita del suo primo romanzo ‘Isolato’ edito da Pav e nel contributo come co-autore al progetto “Il NOSTRO DIARIO al tempo del Coronavirus” pubblicato dalla stessa CE, un’antologia che nasce grazie alla collaborazione di alcuni autori della casa editrice. Tra queste pagine il lettore rivivrà, grazie a episodi narrati, a profondi versi poetici, un periodo che sarà ricordato come l’anno più buio degli ultimi secoli e servirà da testimonianza alle generazioni future.

arcangelimarco.wixsite.com

 

LINK PER L’ACQUISTO DEL LIBRO ‘ISOLATO’

 

 

PAV EDIZIONI

Giovane casa editrice in continua crescita il cui successo sta soprattutto nel far incontrare, raggruppare gli appassionati della scrittura e della lettura attraverso la continua pianificazione di attività . Non usufruisce di contributi privati né pubblici, è un’associazione culturale nata per volontà di un gruppo di persone che credono nella buona e sana editoria. Il comitato direttivo ed i soci sono saldamente uniti dalla voglia di “scoprire” autori emergenti e talentuosi che vivono l’esperienza dell’associazione con un grande senso di coesione, impegno e appartenenza.

 

 

www.cloemarcian.com

 

 

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