IL SERVIZIO DI PIATTI ‘BUONI’ SI USA SOLO NELLE GRANDI OCCASIONI

Roberto Volpe
“Il Morgante di Luigi Pulci: un’interpretazione” di Roberto Volpe
Luglio 21, 2020
PERVINCA
“PERVINCA” IL THRILLER PSICOLOGICO DI DANIELE POSSANZINI
Agosto 4, 2020
piatti

piatti

 

Il servizio di piatti ‘buoni’ si usa solo nelle grandi occasioni.
Relegato nella vetrinetta chiusa a chiave, regalato alle nozze d’argento, è lì che giace impolverato. Come l’abito costoso, come i gemelli, come i sentimenti nobili che teniamo al buio nei mobili della vita e tiriamo fuori solo quand’è il loro momento. Il servizio di piatti ‘buoni’ è per quella domenica dell’anno nella quale vogliamo fare bella figura sulla tovaglia ‘buona’ e coi calici ‘buoni’, il più delle volte agli occhi di una persona cattiva che si ricorderà solo della macchia di sugo sulla camicia. Ieri ho aperto la solita scatola di tonno con l’insalata e la galletta di mais e mi è capitato di prendere dalla lavastoviglie il piatto ‘buono’ in pietra ardesia che avevo usato per ‘quando viene qualcuno’; istintivamente l’ho posato per prendere quello ordinario: stessa forma, stesso spazio occupato sulla tovaglietta all’americana, stessa abitudine a trattare gli altri da re e mai me stessa da regina.

Sono stata qualche minuto a fissare i due piatti (il tonno non si sarebbe raffreddato, l’insalata men che mai) e alla fine mi sono forzata a prendere quello ‘buono’ e checcazzo, abbiamo un ospite stasera, sono io. Ho cenato a lume di ricordi e ho rivisto la mia parte migliore sfoggiata solo ai colloqui di lavoro o nelle grandi occasioni e quella ordinaria usata con le persone che sono accanto a me tutti i giorni, anche quando ho la luna storta. Per i miei superiori, sentimenti di porcellana, per la mia vita sentimenti di carta. I giorni non sono usa e getta e noi ci meritiamo le decorazioni sui piatti di ceramica e il bordino dorato sul calice anche se non è la nostra festa. Meritiamo dopo ore di lavoro il bianco splendente di quei piatti vergini di calcare e il blu acceso di fiori disegnati a mano sul bordo perfetto quasi tagliente.

Meritiamo che il piatto del servizio ‘buono’ cada a terra come cadiamo noi e che la cena vada avanti lo stesso come va avanti lo stesso la vita quando siamo solo cocci. Meritiamo di metterci quella cura che non mettiamo quando abbiamo a che fare con i piatti ordinari. Meritiamo la bellezza delle foglie d’autunno dipinte a mano sul piatto con la tecnica di terzo fuoco con olio molle passato nel forno, anche se di fronte a noi è seduto solo il silenzio. Meritiamo di cenare su oggetti a edizione limitata, ogni giorno, poiché siamo edizione unica e il tempo pure. Siamo il servizio di piatti ‘buoni’, tiriamoci fuori dalla vetrinetta con orgoglio più spesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *