IL GIORNO DOPO è quella cosa che non sai mai come comportarti

Valeria Triglia
“AGRODOLCE” di Valeria Triglia
Luglio 3, 2020
UN SALTO NEL VUOTO
Segnalazione del romanzo “UN SALTO NEL VUOTO” di Laura Vinaccia
Luglio 15, 2020
Il giorno dopo

Il giorno dopo

 

Il giorno dopo è quella cosa che non sai mai come comportarti.

Se scrivo questa si attacca e chissà che si pensa, se non scrivo pare brutto, se passano troppi giorni ancora peggio. Sono stato bene, si può replicare, ma sono un figo che non vuole impegni e se mando messaggio poi non me la scrollo più: scrivo tra una settimanella e via. Na, questa si incazzerebbe, si sentirebbe usata. Tra tre giorni? Due.

Intanto il giorno dopo è quella cosa che mannaggia la miseria. Bello il matrimonio ieri, bella festa, bello il buffet con le forme di parmigiano enormi, ma ora che è il giorno dopo, chiamo per dire grazie dell’invito siamo stati bene? Secondo me è onere di chi festeggia, tipo grazie di essere venuti. Il giorno dopo è quella cosa che passa tra dubbi e perplessità e ti fa scegliere sempre una strada: la peggiore, quella del tanto è scontato, quella del perché tocca sempre a me? La notte vola tra risate e fiumi di alcol che torni a casa, probabilmente la tua ma non è detto e qualche ora più tardi è già il giorno dopo, che è quella cosa che non sai se chiedere a chi c’era dettagli su come ti sia comportato durante la serata brava ed esagerato con qualche figuraccia, ma preferisci il silenzio assenso.

Il limbo è quella cosa che ti fa stare bello comodo, senza sbilanciarti né in un senso né in un altro. Vai di doppio senso allora e risolvi la questione! Battuta simpatica e via, ti metti in una botte di ferro: la tipa non si attaccherà perché sei un giocherellone e non ti identificherà come padre dei suoi figli pur replicando la famosa volta a settimana, il novello sposo si sentirà gratificato di aver fatto una bella figura, il compagno di festino ti risponderà con la stessa faccina che ride, segnale di ‘tutto ok fratè’, togliendo ogni imbarazzo.

Fidati che poi si vuole fidanzare questa, anche se ieri notte sono stato chiaro con lei e gli sposi vaffanculo, neanche mi hanno nominato al brindisi; ho macchiato il divano col vino nella casa nuova dell’amico al festino. Sparisco. Il giorno dopo è quella cosa che ha le sembianze di un mostro con le braccia conserte che al risveglio ti attende piazzato sul comodino e ti fissa con un intrinseco ‘allora? Tra il lavoro pausa pranzo timbrata cartellino traffico di rientro doccia cena film e ninna, scriverai alla tipa/sposo/amicofestino?’

Ma perché sempre io! Sempre io? A pensarci bene non lo faccio mai, ma la sola idea di farlo mi toglierebbe un po’ di quella figaggine di dosso che mi sono costruito nel tempo. Il giorno dopo è quella cosa che prima ho detto silenzio assenso ma ho pensato silenzio assenza. Il silenzio, dopo molti ‘giorni dopo’, diventa assenza, ma dell’altro.

Il giorno dopo è quella cosa che devi fare quello che ti senti, però quello che ti senti è sempre una cazzata perché sapersi ascoltare veramente è un mestiere difficile e allora, se non siamo capaci, invece di far danni e provare sensi di colpa o collezionare atteggiamenti stronzi, basterebbe ricorrere a quella cosa di cui spesso facciamo erroneamente a meno, il tatto, che subito ti viene in mente il drago disegnato sulla schiena, ma è solo il dolce segreto di ogni giorno dopo. Il tatto.

 

Cloe Marcian

 

www.cloemarcian.com

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *