Recensione del romanzo “Era l’anno dei Mondiali” di Jimmy Morrone

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Jimmy Morrone

Jimmy Morrone

 

Autore: Jimmy Morrone

Editore: Augh!
Collana: Frecce
Pubblicazione: Novembre 2019

Trama: Eva Benebelt è una giovane donna, infelice impiegata della Spedibrev, azienda che le ha trasmesso il grigiore di una vita fin troppo ordinaria in luogo delle sue ambizioni artistiche nel campo della pittura. A metterci il carico è anche Ivan, il suo fidanzato storico, invischiato in una spirale di malinconia e ignavia a seguito della perdita del lavoro. La loro storia è ormai avvizzita a causa della routine e della mancanza di stimoli. La possibile svolta arriva quando Eva si imbatte in un fascinoso barman dai modi d’altri tempi.

 

DALLA FAVOLA AL GIALLO IN UN CLIMAX ASCENDENTE CHE TIENE CON IL FIATO SOSPESO

 

L’estate è alle porte. Un’estate strana certo, ma il calore del sole è sempre lo stesso e leggere in terrazza è un privilegio in questo periodo, ebbene eccomi qui con un nuovo libro e un milkshake di kiwi a portata di mano (sembrava una buona idea prima di assaggiarlo). L’estate è anche la stagione dei mondiali di calcio che, nel bene o nel male, coinvolgono un po’ tutti. Per quel che mi riguarda solo a pensarci viene nostalgia. I mondiali di Russia 2018, quelli in cui l’Italia è stata la grande esclusa, fanno da sfondo al secondo romanzo di Jimmy Morrone ‘Era l’anno dei Mondiali’.  Sembrerebbe quasi il preludio ad una storia prettamente maschile, in realtà si tratta di un testo dai toni ‘rosa’.

 

 

La vita di Eva Benebelt va avanti, giorno dopo giorno, tra un lavoro insoddisfacente, una relazione con lo storico fidanzato, Ivan, ormai arenata e soffocante, le chiacchierate con l’ambiguo amico universitario Paolino Furlan e i mille pensieri che le vorticano in testa nella speranza di trovare una via d’uscita o un qualunque scossone positivo. Un incontro/scontro con l’odiatissima collega Adele sembrerà servire su di un piatto d’argento un risvolto inaspettato: sarà infatti terreno fertile per lo stravolgente incontro con il misterioso Giorgio Cremano. Nel momento stesso in cui lo sguardo della giovane incontra quello del gentile ragazzo la sua esistenza sarà stravolta. Troverà il coraggio per dire addio al vecchio fidanzato, cancellerà regole e buon senso per gettarsi a capofitto in questa nuova eccitante infatuazione. Le giornate cominceranno ad avere un altro gusto assumendo nuovi colori ed Eva si sentirà viva come non succedeva da anni.

 

LA PAROLA D’ORDINE E’ CONTRASTO

 

Giorgio sembra essere l’uomo perfetto, ma non passerà molto prima che l’ingenua ragazza si trovi a fare i conti con grandi e piccole stranezze che la porteranno a provare uno strano senso di inquietudine. Da un lato sembrerà esserci in agguato l’ex fidanzato Ivan in cerca di una qualsiasi venetta per la sofferenza provata, da un altro il vecchio amico Paolino darà l’impressione di mostrare segni di ossessione nei confronti della giovane e infine il bellissimo Giorgio che con il passar del tempo assumerà caratteri contraddittori che faranno crepare la corazza di perfezione indossata. Eva si troverà così al centro di un minaccioso triangolo che trascinerà il lettore in una crescente tensione fatta di dubbi e suspense in quello che si trasformerà in un vero e proprio thriller tarantiniano con slanci noir.

 

Jimmy Morrone ci presenta un romanzo ben scritto, articolato e dai risvolti inaspettati; la prosa, realizzata in un perfetto italiano, si presta ad una lettura scorrevole nonostante rilasci sensazioni spesso contrastanti e sulle quali fermarsi a riflettere. La romantica e incisiva descrizione della Versilia ci solleva dai luoghi di lettura per trasportarci nei dintorni della Darsena o lungo la passeggiata di Viareggio facendoci assaporare il frinire pomeridiano dei grilli, il cullarsi del mare, i colori della spiaggia al tramonto, il sapore dell’estate. Ma con altrettanta abilità trasporta chi legge in un labirinto fatto da strade indefinite e discordi. Con naturalezza ed una penna leggera ci mescola sapientemente i pezzi di un puzzle che, una volta ricomposto, può dare una visione d’insieme molto diversa da quella inizialmente immaginata. L’autore affronta il tema della violenza nei confronti di una donna ‘comune’ da una prospettiva molto diversa da quella con cui abitualmente abbiamo a che fare, sorprendendoci e impressionandoci: il pericolo può nascondersi ovunque e a volte la troppa fiducia può costare davvero cara. Non è cosa affatto facile scrivere libri in grado di coinvolgere il lettore al punto da fargli porre domande in cerca di eventuali colpevoli all’interno di una storia e Jimmy Morrone in questo caso ci è riuscito alla grande, non a caso si è aggiudicato il trofeo Emotion al Premio Internazionale Città di Cattolica. Tra le righe si percepisce la sensibilità dell’autore e la capacità di osservazione degli spaccati della società dei giorni nostri, come se lui si servisse di personaggi inventati per descrivere la cronaca attuale.

Originale la scelta di intitolare i capitoli con gli estratti di canzoni care all’autore, ma che si fondono alla perfezione con i diversi momenti della storia.
Con ‘Era l’anno dei Mondiali’ abbiamo sicuramente trovato un ottima compagnia e perché no, la nostra lettura estiva, magari sostituendo il milkshake al kiwi con una Caipiroska alla fragola e sorridendo pensando alle parole della figlia di Morrone, Gaia, che un giorno ha detto: “il volante serve per volare”. Forse è ancora presto, ma da grande capirà che anche i romanzi di suo padre, hanno la stessa capacità di far volare lontano.

 

 

Cloe Marcian

 

L’AUTORE

Jimmy Morrone è nato a Livorno nel 1979 e ha vissuto sempre in località di mare: Bournemouth, Valencia, Zabbar e San Teodoro. Giornalista pubblicista, per anni collaboratore del quotidiano Il Tirreno, oggi si occupa di risorse umane in una grande azienda come Poste Italiane. Ciò che racconta nei suoi scritti è il frutto di esperienze personali, o del succo estratto dai racconti di amici e conoscenti, a cui di solito presta particolare attenzione. Più che parlare di se stesso, infatti, adora ascoltare gli altri. Nel 2017 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, dal titolo Love Hate Love – un’aquila grande non è un aquilone (Bibliotheka Edizioni), un affresco corale dei giorni nostri, in parte autobiografico. Nel Novembre del 2019 pubblica il suo secondo lavoro “Era l’anno dei Mondiali”

 

 

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