Il buonamore si vede dal mattino

Certe mattine succede che ti rendi conto di cosa sia realmente l’amore.

Nel dettaglio intendo, riconosci quel tipo di amore cui davvero non puoi rinunciare soprattutto ad una certa età in cui i vizi e il palato si affinano e non c’è più niente da fare, l’amore dei diari di scuola lascia il posto all’amore pratico. Ti rendi conto delle scelte sbagliate che hai fatto fino a quel momento e “dio se tornassi indietro..” Quell’amore disinteressato e puro che viene dall’anima e anche un pò e soprattutto dalle papille gustative. Quell’amore insostituibile che quando viene a mancare ti si toglie la terra sotto i piedi. Quell’amore che il destino ti leva all’improvviso ingiustamente in una fredda mattina di autunno quando chiami il tuo bar di fronte di fiducia perché hai aspettato ma niente, non arriva la colazione a domicilio.

Quella mattina, Lui, per la prima volta da quando esisti e fai parte della comunità dei drogati dei caffeinomani, non è venuto a portarti il cappuccino. Allora, siccome sei preoccupata e pensi che Maometto non è venuto alla montagna per causa di morte improvvisa, telefoni tu alla montagna e chiedi: ‘Il solito all’ufficio difronte, grazie’. Ma pochi istanti dopo accade l’inaspettato, l’indesiderato, l’insensato.

Un ragazzetto sostituto e mai visto si presenta alla tua porta con la mano tremante e ti porta sta cag…! (foto). Lascia il tutto sul tavolo e se ne va a testa bassa. Una lacrima scende nella tazza che si disperde nella brutta copia del cappuccino, insipido, annacquato già di suo. Pensi ‘più nero della mezzanotte qua non può venire’. Colori tristi e spenti tendenti al grigio come grigio è il cuore in quel momento. E’ stato un attimo, ho capito cos’è davvero importante per me nell’esistenza.

Il mio fedelissimo barman che si ammala e non viene a lavoro diventa per me una tragedia. Lui che ogni giorno, puntuale, col sole o con la neve, che la Nazionale avesse vinto meno, attraversava dal bar salutando prima educatamente il portiere e poi mi portava il cappuccino, mi invitava ad uscire ogni santa volta, e io che mi sono pure permessa di dire “no” perchè “non rispecchia i miei gusti”.  Cosa sono i gusti? chi li ha inventati? i gusti devono riguardare solo i gelati estivi. Io che me lo portava pure con lo zucchero già girato, già pagato, persino già bevuto e non mi rendevo conto che volevo solo ribellarmi all’amore che nasceva. Lui che mi chiedeva come stavo ogni giorno e che la mattina aspettava sempre il mio arrivo con la mia fretta, il mio ritardo, il mio passo assente e pericoloso. Mi vedeva arrivare perchè il bancone dava sulla strada da cui sbucavo.

Calcolava il tempo esatto che mi serviva per sbuffare, posare le mie cose, finire di mettermi il rimmel e il rossetto, acconciarmi i capelli maltrattati dal vento, fare quelle tre quattro smorfie allo specchio, pensare a cosa cambiare della mia vita, aprire le mail, sospirare. Al sospiro cominciava a prepararmi la colazione, poi attraversava facendo sempre finta di inciampare per farmi ridere, si puliva i piedi al tappetino, e io allungavo la mano per prendere la tazza. Perchè sapeva che se si fosse presentato un attimo prima o un attimo dopo, il mio umore sarebbe cambiato. L’amore è sincronia. Sapeva dirmi se ero nervosa dalla quantità di unghie che mi rosicchiavo nel leggere le mail. Sapeva dirmi se ero felice dal modo in cui mi toccavo i capelli, ed io sapevo solo dirgli con tono invernale ‘grazie, ora vai.’ Anni di avances senza avergli dato mai una chance solo perchè non somigliava a Steve la Chance (pessima, ma la lascio).

Anni e anni di cappuccino come cristo comanda ogni mattina e io a pensare a scrivere, fantasticare e sognare altrove; inimitabile schiuma alta 7 centimetri e mezzo, che si fonde al latte tiepido (tiepido, importante) e che rimane ai bordi della tazza pure dopo averla sciacquata. Cuoricini indegnamente bistrattati che mi disegnava in superficie anche se il bar era pieno dicendo al resto della clientela ‘un attimo devo andare a servire la principessa che è arrivata, ho i secondi contati sennò poi chi la sente’. Ho i secondi contati, dio… che poesia e io che rispondevo insensibile ‘No dai però non mi mettere sta cazzo di glassa di cioccolato sopra che mi rovini il gusto, che cavolo’. Ahh indegna io che le cose che si hanno sotto gli occhi! …voglio dire.. le persone, non si vedono. Io che ho sempre guardato al dentro e mai al fuori sbagliando, io che ho sempre urlato al mondo che se non c’è un feeling mentale per me non c’è verso con un uomo, ma che mi ha detto il cervello tutti questi anni!? Il latte e il caffè sono gli unici elementi che devono tenere un feeling no i cristiani. Al diavolo la compatibilità, la convivenza, il rispetto, la comprensione, la virilità. L’omm adda sapè priparà a colazione! Barman si nasce, e lui, modestamente, lo nacque. Perché parlo al passato? perché non può essere vivo uno che è morto e non si è presentato oggi. Ma io lo aspetterò come si aspetta il 3 barrato, ora mi è tutto chiaro.

Imparerò ad amarlo. Torna presto. Bhè muoviti, sarà tutto un altro amore. E stavolta non c’è nessuna filosofia sotto, nessuna. Solo che sovente sento dire “non conta quello che l’altro fa nella vita, non fa differenza”.  Lascia stare. Fa, fa.

Cloe Marcian

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